Il diritto all’oblio cancella o attualizza la verità?

Il diritto all’oblio cancella o attualizza la verità?

Perché parlare del diritto all’oblio?

Perché nella società dell’informazione nella quale viviamo, il diritto all’oblio si contrappone al diritto che ognuno di noi ha di essere informato. Infatti  colui che si rende protagonista di un determinato accaduto, ha l’interesse, soprattutto dopo che sia trascorso un determinato lasso di tempo, a che nessuno più si ricordi di tale evento. Il motivo è che ciò potrebbe nuocere alla sua immagine ed essere lesivo della sua identità personale. Di diritto all’oblio se ne è parlato molto, anche con riferimento al mondo informatico. Così nei prossimi paragrafi affronteremo questa tematica parlandone in un’ottica un po’ diversa. Ci porremo la seguente domanda: Il diritto all’oblio cancella o attualizza la verità? 

Il diritto all’oblio in internet

L’importanza che il diritto all’oblio ha al di fuori del mondo informatico è incontestabile, ma in internet ne ha ancora di più. Infatti in questa dimensione, vengono pubblicate ogni secondo miliardi di informazioni e di notizie che rimangono scritte a lungo e dove chiunque può leggerle in qualsiasi parte del mondo si trovi. Quindi da ciò si deduce che rispetto alla notizia apparsa su un giornale cartaceo, un fatto postato su internet ha una incisività decisamente maggiore.

Cerchiamo adesso di dare una risposta alla domanda che ci siamo prefissi: Il diritto all’oblio cancella o attualizza la verità?

Da un lato, il diritto all’oblio può essere accusato di voler cancellare  dalla memoria delle persone la verità. Però colui che si è reso responsabile di un determinato accaduto,  col trascorrere del tempo potrebbe anche essere cambiato in meglio, e per questo è giusto dargli la possibilità di ricominciare da capo.  Proprio per questo motivo grazie all’oblio, l’identità personale può essere rappresentata nel modo più coerente all’idea del “sé” che ha il soggetto interessato. In questo modo egli potrà disporre dei propri dati, ovvero delle notizie che lo riguardano e chiedere di poter ottenere il diritto all’oblio su ciò che non è più parte della sua identità personale.

Riassumendo quanto detto dalla Cassazione sull’argomento, una notizia che non è aggiornata, è inesatta e per questo motivo non vera. Quindi, alla domanda: Il diritto all’oblio cancella o attualizza la verità? Possiamo rispondere che il diritto all’oblio tende a dare attualità alla notizia che si vuole dimenticare nell’ipotesi in cui questa non sia più vera, e quindi non più corrispondente alla realtà.

Al diritto all’oblio si contrappone però un ostacolo, legato alla natura stessa di internet e che può essere identificato con la seguente frase:

Dimenticare è umano, ma Internet non vuole dimenticare. 

Autore di queste parole è il prof. Mayer-Schönberger, che nel suo libro Delete: The Virtue of Forgetting in the Digital Age, sottolinea – come si può leggere nel libro di A. Masera e G. Scorza, “Internet, i nostri diritti” – che

la soluzione a questo problema andrebbe ricercata in parte nell’educazione e in parte nella tecnologia.

Attraverso la tecnologia  la pubblicazione in rete di contenuti dovrebbe essere “a tempo o a scadenza”. Grazie invece all’educazione, gli internauti dovrebbero essere consapevoli della necessità di non lasciare per l’eternità in internet “frammenti del proprio presente destinati a divenire tessere del mosaico della propria identità digitale.”

 

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