Facebook e l’era digitale della sorveglianza

Facebook e l’era digitale della sorveglianza

In un precedente articolo abbiamo visto  che c’è stato chi ha sostenuto che in un prossimo futuro non avremo più una distinzione tra il mondo on-line e off-line e la Rete sarà ovunque. Ciò fa nascere però un rischio: un aumento della sorveglianza su ognuno di noi. Nei prossimi paragrafi svilupperò il tema dell’articolo: Facebook e l’era digitale della sorveglianza, parlando di come la sorveglianza ai tempi d’oggi, abbia a che vedere con lo sviluppo delle nuove tecnologie e in particolare dei social network. Ci soffermeremo in particolare su Facebook e parleremo brevemente del caso Cambridge Analytica.

Facebook: un moderno Panopticon

Ma cos’è un Panopticon? È una espressione ricavata dal greco che sta per “posto che lascia vedere tutto” ed è un modello di sorveglianza creato dal filosofo Jeremy Bentham. Il Panopticon si basava su una disposizione a semicerchio dei blocchi di celle, al fine di controllare i movimenti dei detenuti nelle carceri.

Al centro di questo semicerchio si trovava un ispettore che aveva modo di guardare in ogni cella senza farsi vedere dai detenuti, in quanto coperto da uno schermo che lo rendeva invisibile. In questo modo i detenuti non potevano muoversi perché non sapevano mai se a vederli ci fosse o no qualcuno. Il Panopticon era senz’altro un mezzo per sorvegliare molto invasivo, che cancellava ogni speranza di poter avere una qualche forma di privacy. Questo suo carattere opprimente, richiama l’idea di sorveglianza immaginata da Orwell nel suo libro (che poi è diventato anche film) “1984“, dove lo scrittore immagina una società dell’informazione che diventa una società della sorveglianza totale.

Ma in che senso Facebook è un moderno Panopticon?

Nel Panopticon, abbiamo i detenuti che sono i soggetti sorvegliati, e l’ispettore che è il sorvegliante.

In Facebook, abbiamo gli utenti Facebook che sono i sorvegliati, e sempre gli utenti Facebook che sono anche i sorveglianti. In più, sono sorveglianti anche tutti coloro che iscritti o meno a Facebook utilizzano comunque questo social network per sapere di più su qualcuno. Nel caso Cambridge Analytica vediamo in particolare che sono sorveglianti anche quelle aziende che vogliono trarre profitto dall’archiviazione e utilizzo dei dati degli utenti Facebook. Infatti, Cambridge Analytica  è una società che raccoglie dai social network i dati degli iscritti, al fine di rielaborarli per creare profili dei vari utenti. In questo modo riesce a fare campagne di marketing mirate, in quanto indirizza verso ogni persona una pubblicità personalizzata basata sui suoi gusti, le sue preferenze e le sue emozioni.

Ma perché gli utenti Facebook sono allo stesso tempo sorvegliati e sorveglianti?

Facebook e l'era digitale della sorveglianza
Facebook e l’era digitale della sorveglianza

Per rispondere a questa domanda facciamo un esempio: Tizio vuole sapere delle informazioni su Caio e va a vedere il suo profilo. In questo caso Tizio è sorvegliante. Ma se è Caio ad andare a sbirciare sul profilo di Tizio, quest’ultimo diventa sorvegliato.

Panopticon vs Facebook

Per chiudere il nostro articolo possiamo dire un’ultima cosa, ossia che se anche abbiamo trovato similitudini tra questi due termini, tanto da aver deciso di qualificare Facebook un moderno Panopticon, tuttavia c’è una sostanziale differenza. Nel Panopticon i detenuti non vogliono essere sorvegliati. Nel caso invece di Facebook potremmo rispondere che i suoi utenti a volte lo vogliono. Potremmo infatti dire che: ciò che spesso viene percepito dagli amanti dei social network, come hanno scritto Z. Bauman e D. Lyon, non è “l’incubo panottico di ‘non essere mai soli’ ma la speranza di ‘non essere mai più soli'”.

 

 

 

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One thought on “Facebook e l’era digitale della sorveglianza

  1. Articolo assai interessante, ben scritto e di facile comprensione, il che è un vero e proprio punto a favore! Direi che Facebook il “Grande Panopticon” – tanto per usare termini più vicini e più “di moda” tipo Grande Fratello – ha fatto sì che noi tutti ci trasformassimo in sorvegliati e sorveglianti! Una ruota infinita, una “rete” che ci intrappola e nella quale siamo caduti volenti e coscienti!

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