che cos’e’ il search engine marketing

che cos’e’ il search engine marketing

Il SEM, termine che sta ad indicare tutte le tecniche che hanno l’obiettivo di portare traffico

grazie all’acquisto di parole chiave, è l’attività che racchiude la SEO e la SEA, ovvero la

gestione delle campagne pubblicitarie.

La SEM è uno strumento che permette di definire il target di potenziali acquirenti, definendo

una serie di parole chiave ed un copy, in modo da raggiungere gli utenti con l’annuncio. In

questo modo, le pubblicità create daranno la possibilità di incrementare la visibilità sul web.

Per fare SEM, lo strumento largamente più usato è Google Adwords, il quale gestisce tutte le ricerche effettuate in rete, di cui in Italia il 92% di queste passa attraverso il motore di Mountain View.

Google Adwords si è sviluppato nel 2000, e oggi permette di realizzare campagne search e

display, le quali sono caratterizzate da un alto livello di personalizzazione.

Un’altra cosa da sapere è che l’inserzionista paga in base al suo budget ogni volta che un

utente clicca sull’annuncio.

Comunque, esistono altri strumenti oltre a Google Adwords che permettono di raggiungere i

clienti, ad esempio BingAds, il quale consente la visualizzazione degli annunci sulle pagine di

Microsoft (bing.com) e di Yahoo (yahoo.com).

Di seguito, ecco alcune indicazioni generali di partenza per avviare una campagna:

-Riferirsi ad un’audience specifico, selezionando la località e il tipo di utente,

-Usare le keyword in modo che i copy siano accattivanti,

-Stabilire il budget,

-Utilizzare gli insights per monitorare la campagna.

I consigli per ottimizzare le campagne

Di seguito sono riportati cinque consigli di SEM al fine di ottimizzare le campagne.

  1. La strategia Push e quella Pull: la prima difficoltà riguarda l’approccio verso l’utente: la pubblicità search appartiene al tipo “pull”, mentre quella display al “push”. La conoscenza dei due diversi canali di advertising aiuta a scegliere la strategia migliore del brand e del prodotto.
  2. Località, target e dispositivi: affinchè la strategia dia i suoi frutti, è fondamentale definire e strutturare bene la campagna, tenendo in considerazione alcuni dettagli come la località in cui verranno mostrati gli annunci e il tipo di utenti da targettizzare. Fondamentale è anche la presenza sui diversi dispositivi come tablet, mobile, desktop ecc. Dopo di che, la fase successiva consiste nella definizione del “cosa” e del “come” l’utente deve raggiungere l’annuncio.
  3. Le parole chiave: l’età, il tipo di formazione, la conoscenza dell’ambito in cui opera e il modo di cercare online i termini, sono le variabili fondamentali che intervengono per capire come l’utente recepisce l’inserzione.
  4. Landing page: nell’ambito del new advertising, una volta creata la campagna, si passa alla landing page, che fa parte di un parametro importante nel SEM: il punteggio qualità, che è un valore numerico correlato alla posizione dell’annuncio. Inoltre, essa fa riferimento all’usabilità: l’utente deve immediatamente compiere l’azione che costituisce l’obiettivo della campagna, cioè l’utente deve essere portato a compilare un form, ad iscriversi alla newsletter, ad acquistare un prodotto a seconda dell’obiettivo dell’azienda.

Infine, dato che le attività commerciali e le aziende hanno tipologie diverse di utenti, alcune

possono tratte vantaggio a sfruttare il traffico raccolto dal web per mezzo di campagne pay

per clock, altre no.

E’ infatti compito di ciascun brand analizzare bene i risultati delle campagne e capire se valga

la pena o no investire per sfruttare al meglio le potenzialità del SEM.

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