Anonimato in rete e democrazia

Anonimato in rete e democrazia

In un precedente articolo avevamo già parlato del diritto all’anonimato in rete ma con connotati un po’ negativi. Infatti, avevamo parlato delle anomalie generate dall’uso erroneo di questo diritto. Ma come vedremo a breve, la democraticità di uno Stato risente positivamente della presenza dell’anonimato.

Anonimato in rete, privacy e diritto di manifestare il proprio pensiero

Dire che l’anonimato in internet sia uno strumento per garantire la democrazia di un Paese può essere visto sotto più punti di vista. In questo paragrafo ne analizzeremo due e nel prossimo paragrafo ne vedremo un terzo.

Anonimato in internet e privacy

Partiamo dal primo dei due punti di vista:

L’anonimato nella dimensione informatica è uno strumento per garantire la privacy. Sotto questo punto di vista si dimostrano importanti in egual maniera sia l’anonimato che la crittografia.

  • Infatti, attraverso la crittografia è possibile scambiare messaggi con gli utenti della rete, senza che altri riescano a decifrare quegli stessi messaggi. Ciò permette di comunicare con la sicurezza di poter scambiare informazioni anche molto riservate o intime.
  • Con l’anonimato, l’utente che desidera “mettersi in prima linea” comunicando qualcosa, ha la possibilità di farlo senza “metterci la faccia”. Per fare un esempio un po’ “divertente” basta pensare ai supereroi dei fumetti. Spiderman e Superman sono personaggi che vogliono fare del bene per il gusto di rendersi utili ai cittadini della città nella quale vivono, ma non ambiscono alla notorietà. Almeno non ambiscono alla notorietà in quanto Peter Parker e Clark Kent. Sono infatti eroi molto timidi e che custodiscono gelosamente la propria privacy e altrettanto a lungo tengono segreto l’amore che provano per la loro amata.

Le due diverse concezioni di privacy

Vorrei fare una considerazione che penso sia doverosa, soprattutto per chi ha già letto l’articolo intitolato “Privacy ieri e privacy oggi“.

La concezione di privacy alla quale ci siamo riferiti or ora parlando di crittografia, è quella moderna. Ossia privacy come tutela dei dati che circolano in rete su ognuno di noi.

Invece la privacy con riferimento all’anonimato va intesa come riservatezza. Ossia quel modo di intendere la privacy, propria più dell’era pre-internet.

Tuttavia è innegabile che anche dopo l’avvento di internet, quest’ultimo modo di intendere la privacy non sia stato cancellato. Pensiamo a quando mettiamo dei blocchi alle impostazioni sulla nostra privacy su Facebook. Il motivo è in primis per preservare la nostra riservatezza e impedire ai “ficcanaso” di curiosare dove non vogliamo. Poi non manca anche l’intento di controllare i nostri dati e dar loro tutela. Ma probabilmente non è in quest’ottica che “scatta la molla” che spinge a tutelarci maggiormente.

Anonimato in internet e libertà di manifestare il proprio pensiero

Analizziamo ora il secondo punto di vista:

L’anonimato in rete è uno strumento per garantire la libertà di manifestazione del pensiero. Infatti, permette a scrittori, artisti ecc… di poter dar voce ai loro pensieri senza per questo rischiare delle ritorsioni sul piano politico o economico. 

Anonimato in rete e democrazia

Abbiamo analizzato due modi diversi di concepire il rapporto tra anonimato in internet e democrazia. Col primo abbiamo fatto riferimento alla privacy, e col secondo alla libertà di manifestazione del pensiero. Vediamo adesso il rapporto che intercorre tra anonimato e democrazia stricto sensu.

Stato democratico vs Stato autoritario

In uno Stato democratico il diritto all’anonimato è giusto che sia previsto.

È vero che l’anonimato se gestito male può dare origine ad anomalie e dar vita ad illeciti di varia natura.

Ma al tempo stesso, dà forza e vigore a diritti che non avrebbero senso di esistere in uno Stato autoritario.

Si potrebbe obiettare che in uno Stato democratico, per definizione, ognuno deve essere libero di esprimere la propria opinione e quindi in quest’ottica non dovrebbe essere sentita l’esigenza dell’anonimato.

Ma in base a quanto appena detto, questo è un diritto che è strumento di tutela della democrazia anche sotto altre prospettive. Non solo quindi per esprimere liberamente il proprio pensiero.

Quindi in conclusione, in una democrazia che si rispetti, in uno Stato democratico, il diritto all’anonimato non può mancare. 

 

Sonia Lavoratti

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